I migliori libri del 2018

Eccoci ritornate dopo la pausa invernale, pronte e cariche per il nuovo anno. E per iniziare volevo fare un bilancio delle letture dell’anno passato, in positivo e in negativo. Poiché della trama di questi libri vi ho già parlato (e per ognuno vi metterò il link) qui proverò a spiegare perché li ho amati tanto.

Non sono in ordine gerarchico tra loro, ma casuale. E ho incluso anche i libri letti alla fine del 2017, quando il blog era appena stato aperto.

Lo scudo di Talos di Valerio Massimo Manfredi. Un libro che mi ha fatto conoscere il protagonista come se fossimo cresciuti insieme, vivendo insieme le sue avventure e la sua vita quotidiana per molti anni. Alla fine della lettura non avevo solo letto un libro, ma vissuto una vita intera, con alti e bassi, progetti e sogni, amando le stesse persone che amava lui e soffrendo con esse. L’ho letto a Marzo e ve ne ho fatto una recensione.

Parigi nel XX secolo di Jules Verne. Un futuro lontano per l’autore, ma con i problemi del suo tempo e anche del nostro tempo. Mi ha fatto riflettere, mi ha fatto avere paura e mi ha fatto emozionare; non solo per il protagonista, ma per me stessa, per noi, perché in lui mi sono rivista molto e il suo mondo non è molto diverso dal nostro. Non so se ci sia una soluzione, ma vorrei che la previsione in Verne in questo caso non si avveri. L’ho letto a Maggio e ve ne ho fatto una recensione.

Maschere nude II di Luigi Pirandello. Due opere le avevo già lette alle superiori, le altre tre mi erano totalmente sconosciute, e tutte mi hanno sorpresa. Pirandello stupisce ma, dopo un momento di riflessione, non puoi fare a meno di approvare il suo pensiero, a volte troppo schietto, a volte troppo spietato, ma mai davvero lontano dalla realtà. Lo apprezzo molto più nelle opere teatrali che nei romanzi, e questa raccolta mi ha fatto venire voglia di leggerne altre, invece che saziarmi. L’ho letto a Giugno.

Ascanio di Francesco Zedda. Un libro che mi ha affascinata dalle primissime pagine per la sua atmosfera pre-unità, con satira e battute; per l’ambientazione in una zona di Milano che conosco molto bene; e infine per le descrizioni della musica come mai ne ho lette. Anche se non suono più nessuno strumento, ho comunque due musicisti in famiglia e sono abbastanza nel mondo della musica strumentale, anche per gli studi liceali; ed è stata un’esperienza unica leggere un libro dove ogni pagina fosse permeata dalla musica. Non amo molto le descrizioni, ma in questo libro non ne avrei tolta neanche una, per quanto fossero lunghe. L’ho letto a Novembre e ne ho fatto una recensione.

L’eterno Adamo di Jules Verne. Un libro breve, intenso, che avrei voluto più lungo ma che è perfetto così com’è. Un libro emozionante che fa riflettere sulla fragilità della vita. Alla fine della lettura mi sentivo sia disperata che piena di speranza, perché la vita vince, ma prova dolore. Per la sua brevità e forza, non smetterò mai di consigliarlo. L’ho letto a Novembre e vi ho fatto una recensione.

Lo scialle andaluso di Elsa Morante. La raccolta di racconti che mi ha fatto rivalutare l’intero genere narrativo. Racconti ricchi e autosufficienti, non romanzi mancati, ma perfetti così in ogni loro aspetto. Quasi ogni racconto mi ha emozionata, a volte commossa, altre volte rallegrata, a volte riempita di tenerezza. Piccoli racconti che ho assaporato e che mi hanno lasciata piena di voglia di esplorarne altri. L’ho letto a Dicembre 2017 e ve ne ho fatto una recensione.

Prima di chiudere, vorrei aggiungere una nota speciale per due saghe: Il ciclo delle Fondazioni e Il ciclo dei robot di Isaac Asimov. Forse non hanno ottenuto il massimo dei voti, ma leggerle è stata un’esperienza unica. Alla fine della lettura non ho sentito solo di aver letto buoni libri, ma anche di aver assistito ad un pezzo della storia dell’umanità durato diversi secoli. Di entrambi i cicli vi ho fatto una recensione: robot e fondazioni.

Mi sono resa conto solo dopo aver stilato questa lista che, a parte Manfredi, sono tutti autori morti. A volte, scherzando, dico che se non sono morti mi fanno schifo, e forse non sono così lontana dal vero. Provo molto fascino verso le opere dell’Ottocento e di metà Novecento, molto più che verso i contemporanei (ma voglio specificare che non credo che gli autori odierni siano di qualità inferiore, solo che a me personalmente affascinano meno).

E il vostro anni di letture come è andato? Condividete la mia opinione per qualcuno dei libri di cui vi ho appena parlato?

Fabiana

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