“L’eterno Adamo” di Jules Verne

Oggi vi parlo di un libro di Jules Verne un po’ diverso dal suo stile, niente invenzioni incredibili, niente ottimismo, ma una riflessione triste e disullusa sulla condizione dell’umanità. Non credo che questa riflessione corrisponda al vero, ma comunque porta a riflettere molto.

Siamo in un mondo diverso da quello che siamo abituati a vedere noi e seguiamo gli studi di Sofr-Ai-Sr riguardo all’evoluzione. Sembra infatti che risalendo indietro nel tempo, i crani dei loro antenati si rimpicciolissero (come è normale che sia visto che il cervello era più piccolo), ma ad un certo punto tornassero ad essere grandi. Gli studiosi si chiedono se questo significhi che prima fossero più intelligenti e poi per qualche motivo siano regrediti; e la risposta sembra arrivare tramite un documento antico che proprio Sofr traduce e che noi leggiamo.

Non vi rivelerò quello che scopriranno, perchè è una storia molto toccante, per quanto breve. Non so neanche se la causa di tutto ciò sia possibile, o se ci sia il tocco di una divinità, ma le conclusioni che Verne ne trae, la conclusione del documento ritrovato, è realistica, triste ma realistica. Ed è proprio il dolore che vediamo in quei personaggi che conosciamo per così poco tempo che mi ha colpita molto. In poche pagine è riuscito a commuovermi e a farmi riflettere.

Mi è poi piaciuto molto come ha presentato il documento antico, con lacune e dettagli non spiegati. Non è possibile tradurre un testo senza conoscere in alcun modo la lingua, come avviene qui, ma è un dettaglio trascurabile.

Questo libro mi ha colpita molto, mi ha fatta riflettere sulla fragilità della nostra cultura, che eppure ci sembra incrollabile. Mi ha fatto riflettere sulla fragilità stessa dell’umanità, sempre ad un passo dalla fine. E per questo consiglio vivamente di leggere questo libro, sono meno di cento pagine, quindi non porta via tanto tempo, ma invita a fare riflessioni che raramente ho trovato in testi così abbordabili.

Il tocco di Verne si può vedere nei riferimenti astronomici o tecnologici, ma per il resto non c’è ottimisto nè fiducia nella scienza, perchè neanche la scienza si può salvare davanti alla fine dell’umanità. Ma forse un tocco ottimistico c’è: anche se il mondo continuasse in eterno a regredire e evolversi, l’evoluzione continua ad esserci, la ragione continua a lottare e non si arrende davanti alle fatiche. Forse, allora, è il solito Verne.

Fabiana

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