Memorie letterarie: “Hunger Games” di Suzanne Collins

20180310_143242-1.jpgNon avendo potuto recensire questa serie quando è uscita o quando sono usciti i film, ho deciso di dedicarle uno spazio tra le memorie letterarie, in quanto l’ho trovata davvero speciale. È una trilogia composta da Hunger Games, La ragazza di fuoco e Il canto della rivolta (di ognuno vi lascio il collegamento ad amazon in fondo all’articolo).

Siamo in un mondo post apocalittico, dove lo stato di Panem (circa gli attuali Stati Uniti) è governato da un tiranno e diviso in dodici distretti. Ogni anno viene organizzato un “gioco” all’ultimo sangue, in cui sono obbligati a partecipare un ragazzo ed una ragazza per ogni distretto, come offerta allo stato. Katniss si offre volontaria per salvare sua sorella che era stata estratta e parte per quello che potrebbe essere un viaggio senza ritorno; parteciperà al gioco e si ritroverà poi coinvolta in una ribellione, sviluppata in particolare nel terzo libro.

Apparentemente non molto diverso da molti altri romanzi distopici, a cui si aggiunge anche un triangolo amoroso, io ho trovato un’importante differenza di cui voglio parlarvi. Katniss è la protagonista ed eroina per gli occhi di tutto lo stato, ma non per noi. Vedendo il mondo dal suo punto di vista (e al tempo presente, una narrazione quindi molto particolare), leggiamo tutti i suoi pensieri e sappiamo tutte le sue debolezze, che aumentano ad ogni trauma emotivo che deve affrontare. Non è un’eroina intoccabile, ma è una ragazza del tutto simile a noi, che soffre e piange, arriva alla depressione e ha paura, anche se spesso sa affrontarla. Le sue esperienze lasciano tracce molto forti su di lei, come incubi e depressione, esattamente come nel mondo reale, e raggiungono l’apice nel terzo libro (che infatti a molti non è piaciuto).

Nonostante il mondo distopico, quindi, la storia ci sembra reale ed è poco rassicurante come la realtà. Non c’è speranza di un destino che volga tutto verso il meglio, c’è solo la possibilità di lottare e le perdite umane ci saranno, l’autrice non scende a compromessi neanche su questo.

Romanzo presentato per ragazzi e film un po’ romanzato, in realtà è una lettura molto seria, infatti l’autrice si è ispirata a storie di reduci per raccontare le reazioni dei personaggi alla guerra. Non mancano neanche le torture, fisiche e psicologiche, che portano a preferire la morte piuttosto che la cattura.

Pochi libri mi hanno emozionato come Hunger Games, in tutte le sue parti è denso di emozioni, compresa la fine. E pochi cattivi mi sono piaciuti quanto il presidente Snow, di cui ammiro la sincerità quando parla con Katniss, nonostante siano nemici. La sua sincerità fa paura, appare cinica all’inizio, ma col tempo appare perfettamente sensato, ed il rapporto tra Katniss e Snow è unico nella letteratura.

E voi cosa ne pensate di questa serie? L’avete letta o vorreste farlo?

Fabiana

Hunger games. La trilogia
Hunger games
La ragazza di fuoco
Il canto della rivolta

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