Memorie letterarie: “Guerra e Pace” di Lev Tolstoj

20180512_144321.jpg“L’uomo che non conosce la struttura di una macchina non può capire che quel piccolo ingranaggio di trasmissione, che gira senza far rumore, è una delle parti più essenziali del meccanismo, e non quella scheggia che ne guasta e ostacola [rumorosamente] il funzionamento”

Oggi, per memorie letterarie ho scelto un classico molto conosciuto e molto temuto, che io ho adorato e che, nonostante la mole, ho voglia di rileggere, e di cui vi ho parlato anche della serie tv.

Ricordo ancora con molta chiarezza l’espressione delle persone quando dicevo loro che volevo leggere Guerra e Pace, e la immagino anche su di voi che leggete in questo momento. Ma, se avete un attimo di pazienza, vi parlerò della bellezza di questo libro.

Durante la narrazione assistiamo all’ascesa di Napoleone fino alla campagna di Russia, che porterà lentamente alla sua sconfitta. Conosciamo le vicende sia perchè vengono raccontate nelle corti russe, sia perchè alcuni protagonisti si arruolano come ufficiali e partecipano alle battaglie. Verso la fine, poi, Tolstoj fa anche alcune riflessioni sulla natura della storia e dell’esercito. Questo è quello che insegnano a riguardo, ma la parte saggistica è molto poca rispetto alla narrazione degli avventimenti, quindi la leggibilità non ne risente in alcun modo.

Ho apprezzato molto di questo libro come è stato presentato Napoleone, il nemico indiscusso, ma presentato con realismo e forse anche ammirazione; la sua intelligenza è riconosciuta e le sue tattiche militari sono spiegate da Tolstoj con precisione e accuratezza, proprio come quelle russe. Ho trovato che fosse un grande atto di rispetto nei confronti del generale francese.

Le conseguenze della guerra ci sono e le vediamo nei solotti dei nobili, ma al centro ci sono le vite dei molti protagonisti (come anche vi avevo detto in Libri a tema #4): l’infanzia e l’adolescenza, il matrimonio e la costruzione di una famiglia loro. La lunghezza del libro deriva proprio dai molti anni che vi sono narrati e, giunti alla fine, vi sembrerà di aver conosciuto davvero i personaggi; li vedrete crescere e cambiare e li chiamerete tutti per nome e cognome (anche se non nego che all’inizio vi sentirete non poco confusi per la quantità di nomi russi che dovrete imparare). Se amate i libri delle corti ottocentesche (molto in stile Jane Austen) o le saghe familiari, questo libro vi piacerà di sicuro, e vi commuoverà, come ha commosso me in più punti.

Un vantaggio di avere così tanti personaggi, poi, è che ce ne sono talmente tanti e diversi che ne troverete di sicuro uno in cui rispecchiarvi e da ammirare. I miei, forse un po’ banali, sono Natasha e Andrej, soprattutto Andrej. E vi lascio con una sua frase:

“Ieri mi sono tormentato, ho sofferto, ma non avrei dato nemmeno questa sofferenza per nulla al mondo. Prima non vivevo. Solo adesso vivo, ma non posso vivere se non ho lei”

Prima di salutarvi, vi lascio il link amazon del libro: ce ne sono molte edizioni e vi propongo una delle più belle secondo me: Guerra e pace di Garzanti. Fatemi poi sapere nei commenti se avete letto questo libro o se vi ispira…
Fabiana

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