Memorie letterarie: la serie “Piccole donne” di Louisa May Alcott 

20180312_151934-1.jpgPer le memorie letterarie di oggi ho scelto un classico molto famoso e, mi sembra, ancora letto dalle giovani di oggi, Piccole donne e Piccole donne crescono. Meno letti mi sembrano i due seguiti Piccoli uomini e I ragazzi di Jo, in cui la Alcott si rivolge ad un giovane pubblico maschile, con lo stesso stile educativo e morale. Sono tutti contenuti in I quattro libri delle piccole donne (di cui vi lascio il collegamento ad amazon).

Sono romanzi di formazione, in cui il lato educativo è talvolta molto evidente, soprattutto in quei casi in cui la cultura di oggi darebbe consigli diversi, come sul ruolo della donna nella famiglia o nel lavoro. Inoltre è fortemente improntato sulla religione. Ma nonostante queste due prerogative, sono romanzi ancora leggibili e adatti ad un pubblico giovane e non più giovane.

In Piccole donne e Piccole donne crescono (che nella versione originale erano un libro unico), assistiamo alla crescita delle sorelle March (Meg, Jo, Beth e Amy), alle loro prime esperienze amorose, i loro viaggi e infine il matrimonio. Ogni sorella ha un carattere diverso e ben definito, che le rende subito familiari. Nonostante la distanza nel tempo di questo romanzo, si respira un’atmosfera familiare molto piacevole.

La stessa atmosfera si respira poi in Piccoli uomini e I ragazzi di Jo, in cui si vedono le vicende di una nuova generazione, stavolta maschile, ma di cui non vi dico le origini per non farvi spoiler.

Rispetto ai primi due libri, ho trovato le versioni maschili un po’ ripetitive, soprattutto I ragazzi di Jo, in quanto la storia era più episodica e meno fluida rispetto ai precedenti, in quanto tra un capitolo e l’altro passava diverso tempo e non sembrava una storia unica. Inoltre la morale insegnata in questi libri iniziava ad essere pedante. Tuttavia è stato molto bello seguire anche la vita di quei ragazzi fino alla fine, in particolare di Dan, un personaggio a cui mi sono affezonata sempre di più, come prima a Jo.

Leggere questa serie significa entrare nella grande famiglia March e lasciarci per sempre una parte di cuore. Non è una serie piena di azione o colpi di scena, ma è ricca dei sentimenti più naturali e profondi: amicizia, amore e fratellanza.

Sono libri che anche gli adulti dovrebbero leggere perché le idee della Alcott di aiuto reciproco e armonia sono abbastanza utopiche, ma il mondo sarebbe migliore se provassimo davvero ad applicarle un po’ di più. Riflettere sulla bontà non fa mai male.

E voi cosa pensate di questa serie? Ne avete letto qualcuno?

Fabiana

P.S. Cosa pensano di noi gli oggetti con cui viviamo ogni giorno? Cosa possono pensare le opere d’arte o i reperti storici?

Nella mia raccolta di racconti potrete vedere il loro punto di vista e scoprire le differenze tra il loro mondo e il nostro, in un gioco narrativo che, attraverso svariati indizi, rivela poco alla volta l’identità del soggetto parlante. Ve ne parlo bene in questo articolo.

Potete leggere il racconto in anteprima e eventualmente prenotare una copia per sostenermi nella campagna di crowdfunding da questo link: Oggetti in persona. Se prenoterete una copia avrete un libro in omaggio tra quelli offerti dalla casa editrice.

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2 commenti

  1. […] –Piccole donne di  Louisa May Alcott, che vi propongo per Natale per due motivi: anche qui domina l’atmosfera familiare della famiglia March e perché nella versione italiana, che ha diviso il romanzo unico in Piccole donne e Piccole donne crescono, la trama si snoda esattamente tra un Natale e il successivo. Pur essendo un romanzo di formazione in molti punti retrogrado, le emozioni delle quattro sorelle (Meg, Jo, Beth ed Amy) sono sempre attuali. E se avete già passato la loro età, potrete comunque immergervi nel loro mondo ricco di speranze e buone intenzioni, che viene a volte graffiato dalla cruda realtà, ma non le smuove dal continuare a cercare di fare del bene. Un insegnamento che non dovremmo mai dimenticare e che lo rende ancora più natalizio. Dell’intera serie vi ho fatto una recensione. […]

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