“Il ciclo delle fondazioni” di Isaac Asimov

20180512_144510.jpgDopo avervi parlato dei Ciclo dei robot, oggi vi parlo del Ciclo delle fondazioni, forse i libri più importanti di Isaac Asimov, anche se oggi poco letti, che mostrano una abilità incredibile.

La serie è composta da Prima fondazione, Fondazione e Impero, Seconda Fondazione, L’orlo della fondazione e Fondazione e Terra. I primi tre uscirono come racconti su riviste e furono poi riuniti, negli anni ’50. Rimase una trilogia fino agli anni ’80, quando Asimov cedette ai fan e all’editore, che gli offrì una cifra notevole per un seguito. Agli ultimi due libri, si unirono poi anche due prequel (Preludio alla fondazione e Fondazione anno zero), che però non ho ancora letto, quindi non ve ne parlerò in questa recensione. So comunque i due prequel vanno letti dopo aver finito la serie. Vi lascio il link ad amazon di tutti i libri in fondo all’articolo, tuttavia solo la prima trilogia è disponibile nuova, purtroppo gli altri libri non sono attualmente ristampati dalla Mondadori.

L’Impero umano sta crollando su se stesso, quindi Hari Seldon utilizza la scienza della psicostoria per cercare di ridurre il tempo di barbarie e far nascere un nuovo impero in soli mille anni. Crea così la Fondazione, una colonia umana che ha il compito di preservare l’alta cultura e un giorno fondare il nuovo impero. Nei primi libri vediamo la fondazione crescere e cambiare nel corso di circa 200 anni, come se fosse un libro di storia saltiamo da una generazione all’altra. Asimov ha sviluppato una civiltà in modo realistico, sviluppando il pensiero comune con gli stessi canoni che sono avvenuti in passato. Ad un certo punto mi è anche sembrato che avesse previsto il futuro, perchè ha detto che alla fine dell’impero le persone sapevano utilizzare la tecnologia, ma non sapevano come era costruita, esattamente come oggi.

L’autore delinea poi la psicostoria, una scienza che riesce a prevedere lo sviluppo della cultura, a patto che analizzi grandi masse umane, e mai singoli individui, e che gli individui non sappiano cosa essa ha predetto, in modo che agiscano con naturalezza. Così le previsioni di Seldon si avverano tutte, fino a quando un individuo, soprannominato “il Mulo”, sembra mettere tutto in discussione. Il dubbio continua anche nei libri successivi e si aggiunge il mistero della scomparsa della Terra dalle cartine di tutta la galassia (siamo a decine di migliai di anni di distanza da oggi, quindi questa dimenticanza non è impossibile, anzi). La differenza di ambientazione maggiore rispetto al Ciclo dei robot è infatti l’assenza della Terra e l’assenza dei robot, che vengono tutte debitamente spiegate.

I primi libri sono molto interesssanti, ma non particolarmente coinvolgenti. Dalla comparsa del Mulo, la narrazione si riempie di mistero e abbiamo la possibilità di seguire pochi personaggi per molto tempo. compaiono poi altre differenze tra gli umani dei vari pianeti, che sono sempre le cose più divertenti di questi due cicli di libri.

Alla fine di questa serie non avrete l’impressione di aver letto una semplice saga, ma di aver assistito allo sviluppo dell’umanità per migliai di anni, come se questo fosse successo davvero e facesse parte dei nostri libri di storia. Questa sensazione aumenta ancora di più se avete letto il Ciclo dei robot, ambientato migliaia di anni prima, del quale leggiamo riferimenti più o meno diretti e soprattutto vediamo come pianeti e popolazioni sono cambiate nel tempo. Un’esperienza unica, che non ho mai provato prima.

Se avete intenzione di leggere entrambe le serie, vi consiglio di leggere i libri in ordine di pubblicazione, alternando di conseguenza i due cicli. Gli ultimi libri di entrambi si citano e si svelano i misteri a vicenda, quindi rischiate di rovinarvi alcune soprese se non seguite l’ordine di pubblicazione. Ma è solo un consiglio, perchè sono comunque serie indipendenti e autosufficienti.

Concludo dicendo che è ovviamente una serie molto consigliata, anche se dovete avere un pochino di pazienza nei primi libri, ma ne vale la pena, nonstante il finale lascia perplessi, lo ammetto. E voi cosa ne pensate?

Fabiana

P.S. Cosa pensano di noi gli oggetti con cui viviamo ogni giorno? Cosa possono pensare le opere d’arte o i reperti storici?

Nella mia raccolta di racconti potrete vedere il loro punto di vista e scoprire le differenze tra il loro mondo e il nostro, in un gioco narrativo che, attraverso svariati indizi, rivela poco alla volta l’identità del soggetto parlante. Ve ne parlo bene in questo articolo.

Potete leggere il racconto in anteprima e eventualmente prenotare una copia per sostenermi nella campagna di crowdfunding da questo link: Oggetti in persona. Se prenoterete una copia avrete un libro in omaggio tra quelli offerti dalla casa editrice.

Se non ve la sentite di fare l’investimento di prenotare una copia, potete utilizzare il nostro link di affiliazione amazon, voi non spenderete nulla in più, ma la commissione che amazon ci darà verrà utilizzata per il mio progetto

Prima Fondazione-Fondazione e impero-Seconda Fondazione

L’orlo della fondazione (disponibile solo usato)

Fondazione e Terra (disponibile solo usato)

Preludio alla fondazione (disponibile solo usato)

Fondazione anno zero (disponibile solo usato)

5 commenti

  1. […] Vi ho sempre parlato di questa serie abbinata al Ciclo delle fondazioni ma, avendo deciso di dedicare loro una recensione, ho preferito parlarvene singolarmente perchè, nonostante siano profondamente legate, sono due serie molto diverse. Quindi oggi vi parlo del Ciclo dei robot e prossimamente del Ciclo delle fondazioni. […]

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