“Dracula” di Bram Stoker

20171129_110623[1]

Leggere i classici dona sempre un’emozione particolare. Forse perché sono libri che stanno vincendo la lotta contro il tempo o forse perché, conoscendoli da sempre, li vediamo come libri familiari, quasi amici lontani o un porto sicuro a cui approdare. Sono libri con una marcia in più, non perché sono vecchi e quindi più autorevoli, ma semplicemente perché, pur essendo stati scritti per persone molto diverse e lontane nel tempo, riescono ancora a parlarci e soprattutto a piacerci, e non è la stessa cosa.

Oggi vi parlo di un tipo di classico ancora più particolare: un capostipite, ossia il primo libro occidentale in cui compare un vampiro come lo conosciamo oggi, Dracula di Bram Stoker. Anche se la lettura in sé mi ha lasciato abbastanza tiepida (e dopo vi spiegherò bene il perché), racchiudeva in sé la grande emozione di scoprire come per la prima volta veniva presentato un vampiro. Io leggevo quelle pagine già sapendo la soluzione del mistero, quindi ben lontana dalla grande meraviglia che poteva suscitare nei primi lettori. Provavo un altro tipo di emozione: un rispetto reverenziale verso il primo in assoluto, il destabilizzante pensiero che prima di Stoker non ci fosse nulla di simile e percepivo la potenza che ha il suo personaggio, al quale tutti i vampiri si sono ispirati. Solo un capostipite può regalare questa emozione, e lo farà per sempre.

La vicenda inizia quando Jonathan Harker viene mandato in Transilvania per curare l’acquisto del conte Dracula di una casa a Londra. Al suo arrivo, Jonathan nota strani comportamenti delle persone quando lui dichiara dove è diretto: fanno gesti scaramantici e segni della croce, cercando di dissuaderlo; e le stranezze aumentano quando soggiorna dal conte. Leggiamo tutta la sua perplessità perché egli stesso ci narra la storia, attraverso il suo diario. Tutta la narrazione è composta da diari, lettere e articoli di giornale, che i personaggi hanno raggruppato perché il mondo creda a quello che hanno visto.

Alla vicenda di Jonathan si affiancano le analisi di un paziente psichiatrico da parte del dottor John Seward e la malattia di Lucy Westenra, amica della moglie di Jonathan. Al professore Abraham Van Helsing serviranno tutti questi elementi per giungere alla soluzione del mistero e a rivelare la vera natura del conte Dracula.

Purtroppo il mistero insito in questo libro non è più tale, quindi i piccoli indizi sparsi lungo la storia, per noi sono già ovvi e ne deriva che la narrazione scorre abbastanza lenta. I personaggi discutono e riflettono molto (ciò deriva anche dalla forma epistolare scelta dall’autore), ogni loro azione viene soppesata, fermando lo scorrere della trama. Al contrario, però, è forse proprio la forma epistolare che mi ha avvicinato molto ai personaggi, ai quali mi sono affezionata molto. Sono molto ben delineati (soprattutto Van Helsing), il loro affiatamento è coinvolgente e l’affetto reciproco che provano è molto realistico. Ho apprezzato molto anche l’altrettanto realistica reazione quando scoprono di avere a che fare con un vampiro; Stoker sceglie persone comuni, non personaggi di un fantasy abituati alle creature mitologiche.

Per descrivere Dracula, Stoker ha fatto tesoro del folklore dell’Europa orientale. Riconosciamo tutti gli elementi del vampiro odierno (come il pallore e una forza straordinaria), ma anche alcune caratteristiche che si sono perse nella storia, come il divieto di entrare in una casa se il proprietario non è d’accordo (che, a pensarci, è un divieto abbastanza spassoso).

Consiglio questa lettura, anche se il lettore dovrà avere molta pazienza, perchè riguardando ai personaggi, vorrei poterli ritrovare in qualche altro libro. E voi lo avete letto? Come vi è sembrato? Fatemi sapere le vostre esperienze…
Se vi interessa acquistarlo, vi lascio il link per amazon.

Voto: ★★★★☆

P.S. Cosa pensano di noi gli oggetti con cui viviamo ogni giorno? Cosa possono pensare le opere d’arte o i reperti storici?

Nella mia raccolta di racconti potrete vedere il loro punto di vista e scoprire le differenze tra il loro mondo e il nostro, in un gioco narrativo che, attraverso svariati indizi, rivela poco alla volta l’identità del soggetto parlante. Ve ne parlo bene in questo articolo.

Potete leggere il racconto in anteprima e eventualmente prenotare una copia per sostenermi nella campagna di crowdfunding da questo link: Oggetti in persona. Se prenoterete una copia avrete un libro in omaggio tra quelli offerti dalla casa editrice.

Fabiana

Un commento

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...